ZERO PIL: basta parole occorrono i fatti!

Pubblicato Giovedì, 01 Agosto 2019 09:06

L'ITALIA RESTA A CRESCITA ZERO NONOSTANTE L'OCCUPAZIONE SIA IN SALITA.

ENTRO IL 15 OTTOBRE il Governo dovrà inviare il Documento programmatico di bilancio (Dpb), misure da attivarsi nella prossima legge di bilancio.

FURLAN - ”La crescita zero del Pil conferma le preoccupazioni del sindacato: il Paese è fermo. Con la prossima manovra serve una scossa condivisa con le parti sociali per far ripartire la nostra economia: meno tasse su lavoro e pensioni, sblocco infrastrutture, più investimenti pubblici in innovazione, ricerca, formazione, assunzioni nella P.A. e nella sanità”.

CONFINDUSTRIA - ”Vediamo qualche piccolo segnale positivo che potrebbe ripercuotersi sull'andamento del Pil ma difficilmente nel 2019 andremo oltre la crescita zero che avevamo previsto o solo di qualche decimale. Anche se avessimo una seconda parte del 2019 più positiva ormai l'anno è compromesso”.

L’Italia resta a crescita zero: nel secondo trimestre del 2019 l’Istat stima che il Pil è invariato sia a livello congiunturale sia a livello tendenziale. E avverte: continua la fase di ”sostanziale stagnazione” dell'economia italiana che prosegue ormai dal secondo trimestre dello scorso anno. Nulla anche la variazione acquisita per il 2019. La recessione tecnica dell'ultima parte del 2018 si è quindi concretizzata in una stagnazione, che a questo punto lo stesso Istituto di statistica fa risalire al secondo trimestre dell'anno scorso. Da allora infatti si sono susseguite variazioni nulle, negative per lo 0,1%, con un solo +0,1% registrato nei primi tre mesi del 2019. Per trovare un dato più alto bisogna tornare al +0,2% di inizio 2018.

In una nota dell'ANSA si legge "Sebbene il quadro internazionale rimanga complesso, la crescita dell'economia italiana dovrebbe gradualmente riprendere nella seconda metà dell'anno. Pertanto, la previsione di crescita media annuale del Def (0,2 per cento) è ancora raggiungibile". Così in una nota il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, dopo la crescita zero del secondo trimestre certificata dall'Istat. "Dobbiamo perseverare nello sforzo di rilanciare la crescita dell'economia in un contesto di stabilità finanziaria e sostenibilità sociale ed ambientale". (ANSA)

Il Sole 24 -Il Pil a «crescita zero» anticipa un autunno di fuoco per i conti pubblici.

 

Nel periodo considerato, per l'Istituto di statistica il Prodotto interno lordo nazionale è risultato «stazionario», rallentando dopo il «marginale recupero» congiunturale del primo trimestre dell'anno. In termini tendenziali invece si registra una, sempre lieve, accelerazione: la crescita zero succede a un Pil negativo per lo 0,1 per cento. Per l'Istat continua così la «fase di sostanziale stagnazione», visto che per il quinto trimestre consecutivo la variazione congiunturale si attesta intorno allo zero.

La nota flash dell'Istat rileva spiega che la variazione congiunturale rilevata «è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto sia nel comparto dell'agricoltura, silvicoltura e pesca, sia in quello dell'industria e di un aumento in quello dei servizi. Dal lato della domanda, vi è un contributo nullo sia della componente nazionale (al lordo delle scorte), sia della componente estera netta». (Il sole24Ore)

ISTAT - I segnali di ripresa dell’economia internazionale appaiono episodici e nel complesso i dati hanno segnalato tendenze meno positive rispetto alle attese, sia nei paesi emergenti sia in quelli avanzati.

Le previsioni per l’area dell’euro indicano un possibile rallentamento nel secondo trimestre. L’economia italiana appare caratterizzata dal proseguimento della fase di debolezza dei ritmi produttivi associata però a miglioramenti sul mercato del lavoro e del potere d’acquisto delle famiglie.

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