SCIOPERO NAZIONALE UNITARIO DEI METALMECCANICI, 14 GIUGNO 2019: più di 30.000 in piazza del Duomo.

Pubblicato Venerdì, 14 Giugno 2019 16:20

MILANO, 14 giugno 2019 - Un corteo di oltre 30 mila metalmeccanici ha attraversato questa mattina le strade di Milano fino a Piazza Duomo. Sul palco si sono alternati gli interventi dei delegati delle aziende della Lombardia, della Val D’Aosta, Piemonte, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino e, insieme con i metalmeccanici di Fim, Fiom Uilm è intervenuto anche il collettivo studentesco di Milano. Contemporaneamente, anche le piazze di Firenze e Napoli raccoglievano i metalmeccanici delle altre regioni Italiane. 
Uno sciopero nazionale, quello di oggi, proclamato unitariamente da Fim, Fiom, Uilm per rimettere al centro dell’agenda politica lavoro, industria e occupazione.
Le adesioni sono state altissime in tutti gli stabilimenti metalmeccanici Italiani con una media di astensione al lavoro del 75% : Tte 100%, Magneti Marelli Crevalcore 85%, Lamborghini 95%, Titan 95%, Denso 85%, Rossi spa 80%, Blutec 95%, Sandivik Italia Spa, 90%, Hydro 75%, Gruppo Bosch 80%, Isotta Fraschini 85%, Acciaierie Venete 100% , Gruppo Whirlpool 85%, Tenaris Dalmine 80%, Ducati Motor 70%, Motori Minarelli 90%, IMA 65%, Gruppo Leonardo 60%, Gruppo ILVA 60%, Gruppo Fca 60%, Fincantieri 47%.

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MILANO PIAZZA del DUOMO

 “Quella di oggi è stata la grandissima risposta dei metalmeccanici all’assenza del governo e alla sua incapacità di incidere nelle politiche industriali”. Così il segretario generale della Fim Cisl Lombardia, Andrea Donegà, sul successo dello sciopero e le manifestazioni dei metalmeccanici a Milano, Firenze e Napoli. A Milano oltre 30mila i lavoratori in piazza con Fim, Fiom e Uilm, arrivati da tutta la Lombardia, dal Piemonte, dal Veneto.  Ad aprire la manifestazione lo striscione “Futuro per l’industria”.

 

 

 

 

 

“Ci aspettiamo, ora, che l’esecutivo metta al primo posto gli investimenti su industria e lavoro, l’unica strada per dare prospettive all’Italia e risposte a chi ha bisogno, scongiurando declino industriale e sociale. I metalmeccanici hanno dimostrato di non cascare nel tranello di fermarsi agli slogan populisti senza misurare le conseguenze delle iniziative politiche nella vita di tutti i giorni. Non vogliamo correre il rischio che su lavoratori e pensionati, che pagano le tasse ogni giorno, si scarichino i costi degli interventi del Governo, alla rincorsa delle promesse irrealistiche e irresponsabili da campagna elettorale. Serve un deciso cambio di passo. Senza industria e lavoro questo Paese, presto, non riuscirà più a occuparsi nemmeno di solidarietà e assistenzialismo, perdendo speranza e riducendo gli spazi per costruire un futuro di opportunità per tutti. I metalmeccanici non si rassegneranno mai”.

 

Al comizio in piazza Duomo sono intervenuti delegati di aziende in difficoltà e un rappresentante del collettivo studentesco.

 

A nome dei sindacati ha concluso il segretario generale della Fim Cisl, Marco Bentivogli. “Piazza Duomo è una piazza importante – ha esordito – . E’ la piazza dove il 25 aprile del ’45 un comandante del Cnl che si chiamava Sandro  Pertini annunciava la liberazione del paese dal Nazifascismo. Dove nel dicembre del ’59 salutavamo le vittime della strage fascista di piazza Fontana, una strage contro il movimento dei lavoratori e loro istanze. Questa piazza il 9 maggio ’78 i lavoratori della provincia di Milano la invasero spontaneamente per mostrare tutta la loro rabbia contro le Brigate Rosse e contro l’assassinio di Aldo Moro. Questa, sia chiaro, è la piazza del sindacato unitario per la democrazia, contro col fascismo e per il lavoro”.
“Al ministro dell’Interno – ha aggiunto – diciamo che non siamo d’accordo con un cambio di destinazione di uso di piazza Duomo, questa è la  nostra piazza. Non spetta al sindacato fare opposizione politica ma quando si attacca il lavoro non è un optional mobilitarsi: è il nostro dovere” e “a chi dice “prima gli italiani” noi diciamo “prima il lavoro””.

 

Bentivogli ha poi attaccato: “Il governo in questa permanente campagna elettorale fa un po’ come Schettino: si avvicina alla scogliera per prendere applausi ma sta facendo affondare la nave‎”. “In un anno e due mesi di governo si sta mortificando questa Italia con i condoni fiscali, i sussidi e con la fine degli investimenti sulla industria. Bisogna far ripartire il paese con equità e giustizia – ha aggiunto Bentivogli. “Il Mise e’ un diventato un luogo fantasma, si convocano per inerzia le parti ma non si trova mai nessuna soluzione. Non bastano le proroghe degli ammortizzatori sociali, ci vogliono politiche, scelte decisioni”.

 

“Il sindacato c’è. le lavoratrici e i lavoratori ci sono – ha detto concludendo il suo intervento -.  I metalmeccanici sono pronti. Per dare finalmente al nostro Paese una prospettiva di solidarietà, di giustizia, di lavoro e di dignità”.

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