RIPARTIAMO INSIEME DAL LAVORO!

Così oggi Annamaria Furlan a Milano alla manifestazione unitaria in piazza Duomo

RIPARTIAMO DAL LAVORO MANIFESTAZIONI UNITARIA A MILANO

MILANO: 18 settembre in Piazza del Duomo- Manifestazione unitaria .

CONSIGLIO GENERALE CISL SCUOLA IN PRESENZA

Furlan: troppi hanno dimenticato la Scuola e per troppo tempo!

RIPARTITO IL CONFRONTO CON CONFINDUSTRIA: il Patto per la Fabbrica è un punto fermo per tutti!

Soddisfazione per questo incontro definito "utile" dalle parti. Furlan Si riapre la stagione dei rinnovi contrattuali!

UFFICI INPS LOMBARDIA RIAPRONO AL PUBBLICO

AVVISO DIREZIONE GENERALE LOMBARDIA: da Lunedì 7 settembre previa prenotazione gli uffici inps riaprono al pubblico

DATI COVID SIMILI AL MAGGIO SCORSO!

RAPPORTO ISTITUTO SUP.SANITA': GESTIONE EVENTUALI CASI POSITIVI A SCUOLA.

NUOVE ORDINANZE REGIONALI: COVID19

LA SCUOLA RIAPRIA': IL 7 SETTEMBRE INFANZIA, IL 14 TUTTI GLI ALTRI GRADI E LA FORMAZIONE PROFESSIONALE. NON SONO I BANCHI IL PROBLEMA MA LA GESTIONE E L'ORGANIZZAZIONE DEGLI SPAZI DEGLI ORARI ED IL CONTROLLO

MINISTERO DEL LAVORO SORVEGLIANZA SANITARI

Pubblicata circolare del ministero del Lavoro per la sorveglianza sanitaria lavoratrici e lavoratori fragili.

UNA NOTTE PER IL LAVORO CGIL CISL UIL IN PIAZZA A ROMA

SCUOLA, SANITA' AMMORTIZZATORI SOCIALI e LA NOSTRA PIATTAFORMA PRESENTATA GIA' 2 ANNI FA!

LA MORESCHI DI VIGEVANO IN SCIOPERO

Lavoratori oggi in sciopero e in presidio al calzaturificio Moreschi di Vigevano: si attendono risposte concrete dalla nuova proprietà!

SOMMINISTRATI IN REGIONE LOMBARDIA

SEMPRE IN PRIMA LINEA NEI MESI DEL COVID

TERZO PRESIDIO UNITARIO DAVANTI A PALAZZO LOMBARDIA: LA SANITA' LOMBARDA

NELLA MATTINA TEZO ED ULTIMO PRESIDIO UNITARIO PRESSO IL PALAZZO DELLA REGIONE LOMBARDIA A MILANO

REDDITO DI EMERGENZA lL REM

Inas Cisl offre un servizio certo e veloce: vieni a trovarci per l'ISEE passa prima al CAF Cisl

MARTEDI 10 DICEMBRE PIAZZA SANTI APOSTOLI ROMA

Prima giornata di manifestazione unitaria a Roma in Piazza Santi Apostoli. Interventi di Landini, Furlan e Barbagallo. La Cisl Pavia-Lodi in piazza.

Annamaria Furlan alla Cisl di Pavia Lodi

Nella foto: Giovanni D'Antuono, Elena Maga, Ugo Duci ed Annamaria Furlan - Incontro con il consiglio generale Ust CIsl Pavia-Lodi

NOTIZIE dalla FISASCAT

APERTO I CONSIGLIO GENERALE FISASCAT CISL : STEFANO GALLI NUOVO SEGRETARIO GENERALE FISASCAT CISL PAVIA LODI

Oggi in Pavia presso la sede Ust della Cisl Pavia Lodi in Via Rolla è stato convocato il Consiglio Generale della Fisascat Cisl Pavia Lodi.

All'ordine del giorno ci sono le dimissioni di GILDO COMERCI che diventerà Segretario Generale della Federazione Fisascat Asse del Po a cui succede STEFANO GALLI appena eletto. La nuova segreteria Fisascat Cisl Pavia-Lodi è così composta: STEFANO GALLI, SARA MANGONE ed ANNETTE LERNA.  

Da tutta la CISL PAVIA LODI un augurio di buon lavoro a STEFANO e alla sua SEGRETERIA!

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FISASCAT:proteggere i lavoratori e le loro famiglie

Le condizioni nelle quali operano centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori addetti nei settori del terziario, turismo e servizi, dal commercio al dettaglio di generi alimentari al settore dei servizi di pulizia, sono sovente contraddistinte dalla pressoché totale mancanza di ogni minima precauzione di contrasto all’espandersi del contagio da pandemia da COVID-19.

 

In molti casi nessun dispositivo di protezione individuale viene messo a disposizione dal datore di lavoro per chi quotidianamente opera a stretto contatto con clientela ed utenti e turni di lavoro massacranti, a cui spesso si aggiungono richieste di prestazioni flessibili per far fronte ai limiti ormai palesi di modelli di organizzazione del lavoro stressati, sono messi in crisi da un sovraccarico di attività che si traducono in profitto per le imprese e in una accresciuta esposizione al rischio contagio per chi lavora.

 

La segregazione del lavoro nei comparti delle attività commerciali e nei settori dei servizi, ritenuti anche dal Governo “essenziali” per la società italiana in una congiuntura fra le più complicate a cui l’intero Pianeta abbia dovuto far fronte in epoca recente, la stanno pagando lavoratrici e i lavoratori di quei comparti che operano con diligenza e coraggio per non far spegnere del tutto l'ultimo e flebile scampolo di normalità. A questi lavoratori non servono ringraziamenti retorici e di circostanza, ma per loro bisogna riaffermare, qui e subito, le ragioni della civiltà e del rispetto contro il bieco desiderio di profitto.

 

In materia di igiene e sicurezza del lavoro, la Costituzione (artt. 2, 32, 35 e 41) afferma la salvaguardia della persona umana e della sua integrità psico-fisica come principio assoluto e incondizionato, senza ammettere condizionamenti quali quelli derivanti dalla ineluttabilità, dalla fatalità, oppure dalla fattibilità economica e dalla convenienza produttiva circa la scelta e la predisposizione di condizioni ambientali e di lavoro sicure e salubri.

Quando in una situazione come quella che stiamo vivendo proprio nei luoghi di lavoro si deroga sistematicamente a quelli che dovrebbero essere principi scolpiti nella coscienza di ciascuno di noi, vuol dire che c’è bisogno di riaffermare con forza una scelta di campo.

 

Tale scelta di campo si sostanzia col diritto ad astenersi da una prestazione lavorativa insicura e che espone la lavoratrice ed il lavoratore al rischio. 

Per il rispetto profondo che nutriamo nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori che vivono queste condizioni indicibili, diffidiamo di reazioni generiche e volte a colpire indistintamente nel mucchio. 

Siamo, pertanto, a ribadire il sacrosanto diritto in capo a ciascun lavoratore di astenersi dal lavoro laddove si riscontrasse l’assenza delle garanzie di sicurezza e d'igiene, nonché delle specifiche tutele dal rischio agente biologico virale - per tutti i lavoratori e per tutte le persone presenti negli ambienti di lavoro - ai sensi degli articoli 15, 17, 28, 29, 44, 74 e 266-286 del Decreto Legislativo 81/2008.

 

Riteniamo che l’astensione dal lavoro sia legittima e che resti immutato l’obbligo alla retribuzione ed alla contribuzione in tutti i casi in cui:

 

-             non sia stato valutato, in collaborazione con il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, nel documento di valutazione dei rischi presenti nell'ambiente di lavoro, il rischio da agenti biologici virali mansione per mansione (considerando i fattori trasferte, rischi locali, contatti interpersonali, misure preventive e protettive disponibili ecc.) e/o di non aver adottato tutte le conseguenti, necessarie ed adeguate misure di prevenzione e protezione, le istruzioni, i dispositivi di protezione individuale;

-             di non aver adottato in azienda misure di contenimento del rischio contagio virale, ed in particolare il mantenimento di distanze di sicurezza tra i lavoratori, la sanificazione dei locali e non avere definito esattamente quali mansioni a rischio necessitano dell'utilizzo di mascherine ffp2 o ffp3 o N95, e/o di guanti e/o occhiali e/o gel disinfettante per le mani, e di non aver dato indicazioni sul comportamento igienico durante le trasferte e nei tragitti casa lavoro e viceversa ecc;

-             ai dipendenti con sintomatologia da infezione respiratoria con febbre (maggiore di 37,5° C) non sia stato intimato di rimanere presso il proprio domicilio;

-             ai soggetti sottoposti alla misura della quarantena ovvero risultati positivi al virus non sia stato fatto divieto assoluto di accedere al luogo di lavoro (art. 1 c. 1 lett. b DPCM 8.3.2020).

  

In tutti questi casi, lavoratrici e lavoratori devono proteggere loro, le loro famiglie e la nostra collettività; in questi casi è giusto astenersi dal lavoro con il diritto a mantenere la continuità occupazionale e della retribuzione.

Roma, 24 marzo 2020

 

La Segreteria Nazionale Fisascat Cisl

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APPALTI SCUOLE: INVIO RICHIESTA DI INCONTRO AL MIUR

Dopo la grande giornata di mobilitazione e sciopero nazionale del 21 gennaio scorso a Roma in Piazza Monte Citorio i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti hanno sollecitato al Miur la convocazione del previsto incontro sulle modalità, dinamiche e tempi delle fasi del processo di internalizzazione previsto dal 1° marzo 2020.

Con la procedura di selezione online terminata l’8 gennaio scorso sono state valutate idonee solo 12.977 domande a fronte dei 16.263 lavoratori occupati; per i sindacati è quindi urgente conoscere l’entità precisa dei lavoratori che rimarranno esclusi dall’internalizzazione ma anche di quanti saranno assunti con un regime di contratto part-time con la drastica riduzione dell’orario di lavoro.

Dati necessari anche in vista del confronto presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri che, per i sindacati, dovrà affrontare complessivamente la vertenza, a partire dall’urgenza di individuare soluzioni anche per coloro esclusi dalla continuità di occupazione e di reddito.

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LAVORATORI CON APPALTI PULIZIE SCUOLE IN SCIOPERO DOMANI 24 GENNAIO 2020

Scuola. Appalti pulizie, Cuccello: "Il Governo dia risposte ai lavoratori"

SCIOPERO LAVORATORI APPALTI PULIZIE SCUOLE: dal 1 marzo 2020 in tanti rischiano di perdere il posto!

Roma, 21 gennaio 2020. - "Oggi abbiamo partecipato con convinzione al presidio promosso da Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltrasporti in piazza Montecitorio in occasione dello sciopero nazionale Appalti Pulizie Scuole. La Cisl è fermamente convinta che le istanze di questi lavoratori debbano trovare subito una risposta dalle istituzioni e dalla politica”. Così il Segretario confederale della Cisl, Andrea Cuccello, commenta la partecipazione al sit- in di Piazza MonteCitorio. “C’ è in piedi un piano di stabilizzazione che non è sufficiente perché non offre alcuna certezza sui posti di lavoro come abbiamo chiesto. L’interlocuzione aperta con il Governo è stata finora molto farraginosa. Noi chiediamo al Governo di mettersi una mano sulla coscienza. Bisogna costruire un piano di ammortizzatori sociali per questi lavoratori perché dobbiamo tutelare persone che vivono con un reddito minimo e spesso con un solo reddito in famiglia e questo non è ammissibile in un paese civile . “Inoltre- conclude Cuccello- la mancata assunzione di tutto il personale attualmente occupato porterà ad una situazione di criticità soprattutto nelle aree del Paese dove è più difficile trovare occupazione, ci riferiamo alle regioni del Sud dove i tassi di disoccupazione sono elevatissimi".

 

Nuova mobilitazione domani per i lavoratori dei servizi di pulizia, ausiliariato e decoro degli istituti scolastici statali che saranno internalizzati dal 1º marzo 2020. Dopo l’incontro convocato per giovedì 23, al ministero del Lavoro, esiste infatti il rischio concreto che i licenziamenti diventino effettivi.

Lo sciopero è stato indetto dai sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti e sarà supportato da un presidio a Roma in Piazza Montecitorio. Alla base della protesta i numeri delle assunzioni dirette: 11.236 a fronte dei 16.019 attualmente occupati. Se non si interverrà concretamente, dunque, entro i prossimi 2 mesi oltre 4mila persone si troveranno a rischiare il posto di lavoro.

La possibilità di internalizzare il servizio di pulizia era considerato positivamente dai sindacati fino a quando non si è attivato un procedimento che, di fatto, esclude migliaia di addetti, peggiorando le loro condizioni: senza lavoro o con l'orario dimezzato e salari più bassi, queste le prospettive per molti di loro.

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MERCATONE UNO NON RESTITUISCE I SOLDI A CHI HA ACQUISTATO MA NON HA OTTENUTO LA MERCE!

Mercatone Uno, nessun rimborso agli oltre 10.000 clienti che hanno pagato ben 4,5 milioni.

Pubblichiamo parte dell'articolo de Il Sole 24 Ore - "Hanno versato oltre 4,5 milioni di euro di acconti per cucine e arredamenti, ma ora 10.500 clienti di Mercatone Uno in tutt’Italia non saranno saldati e non vedranno la merce richiesta.

Il curatore del Fallimento Shernon Holding srl (la società che fino al fallimento di maggio ha controllato la catena imolese), avvocato Marco Angelo Russo, con una lettera a creditori e consumatori - riferisce la stampa bolognese - comunica «lo scioglimento dal contratto per l’acquisto dei beni mobili concluso con Shernon Holding Srl".

14 offerte “spezzatino”
La merce ancora custodita nei punti vendita di Mercatone Uno sarà venduta in due lotti, il 19 dicembre: il primo da 2,2 milioni di euro, il secondo da 1,395 milioni. E per l’acquisto di quel che resta di Mercatone Uno ai nuovi amministratori sono arrivate 14 offerte, ma nessuna riguarda tutti i 55 negozi e i 1.700 dipendenti: proprio per questo, e per approfondire gli interessamenti, è stata prorogata la cassa integrazione fino a maggio.

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CONAD/AUCHAN, SI RIDUCE A 154 IL NUMERO DEI NEGOZI ACQUISITI

COMUNICATO STAMPA

CONAD/AUCHAN, SI RIDUCE A 154 IL NUMERO DEI NEGOZI ACQUISITI DAL CONSORZIO DI DETTAGLIANTI. MASSICCIA L’ADESIONE ALLO SCIOPERO SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE 
I SINDACATI RICHIAMANO AL SENSO DI RESPONSABILITA’ SOCIALE:

«SI PRESERVI IL PATRIMONIO DELLE RISORSE UMANE»

 

Roma, 30 ottobre 2019 – Sofferto e articolato il tavolo riaperto al Mise tra il gruppo dirigente di Auchan Sma, la direzione della Bdc Srl e i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UIltucs, in presenza del Vice Capo di Gabinetto Giorgio Sorial e del sottosegretario Alessandra Todde, sul destino della rete commerciale della multinazionale francese della grande distribuzione organizzata acquisita dal Consorzio di Dettaglianti Conad.
Va in soffitta il piano quinquennale declinato dalla Bdc in occasione dei precedenti incontri con i sindacati; l’operazione dovrebbe avere un timing molto più ristretto e concludersi entro il mese di giugno 2020.
Oltre ai 109 negozi oggetto di trasferimento e dei 5700 addetti occupati – operazione che avverrà da ottobre 2019 a marzo 2020 - Conad procederà all’acquisizione di soli 45 altri punti vendita mentre sarebbero già in corso le trattative con un primario gruppo della Gdo per altri 31 negozi. Secondo quanto comunicato al tavolo dalla Bcd le trattive sulla cessione di ulteriori 52 negozi, con 1735 dipendenti, sarebbero giunte ad un livello avanzato; nulla è dato sapere sui restanti 32 negozi della rete sui quali sono attivi 2207 dipendenti. 
L’esubero presentato dal gruppo Auchan - quantificato originariamente in circa 6200 unità ricavati dalla maggiore incidenza del costo del lavoro rispetto al sistema Conad – si ridurrebbe a 3105 lavoratori; circa 3100 lavoratori saranno ricollocati per il tramite dei trasferimenti nella rete commerciale.
Nell’ambito dei 154 punti vendita che transiteranno al sistema Conad 29 negozi saranno oggetto della riduzione delle superfici - dal 30 al 50% in media da realizzarsi entro la fine del 2020 - per conformarsi al livello organizzativo del Consorzio di Dettaglianti.
Per quanto riguarda la logistica dovrebbe concretizzarsi l’assorbimento del sistema Conad dei centri logistici di Chiari, Melfi e Grantorto e, in prospettiva, si potrebbe aprire la strada dell’integrazione per i centri logistici di Fiumicino, Santa Palomba e Osimo. 
A complicare la situazione il pronunciamento dell’Antitrust sui 33 punti vendita Sma confluiti al Gruppo Arena; almeno in 20 mercati territoriali l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha sollevato delle obiezioni con l’apertura dell’istruttoria.
Per i sindacati «il confronto con Bdc e Conad deve conoscere un innalzamento in termini qualitativi». Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UIltucs richiamano ad «un’assunzione di responsabilità corale che non si limiti solo a impresa e organizzazioni sindacali, ma veda la partecipazione attiva degli Enti Locali, in particolare delle Regioni per la ricollocazione dei lavoratori». «E’ fondamentale che la vertenza non lasci nessuno indietro perchè Conad – affondano i sindacati – non ha acquisito solo il retail, ma anche le funzioni e i dipendenti che non operano esclusivamente nelle rete commerciale».
A fare da corollario alla giornata di mobilitazione la massiccia adesione allo sciopero, in media superiore all’85% su tutto il territorio nazionale, per i sindacati «concreta e visibile condivisione delle lavoratrici e dei lavoratori alla posizione dei sindacati e che dimostra chiaramente anche l’attaccamento all’impresa e al lavoro». 
Per Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UIltucs infine «Conad deve rispettare gli impegni presi sulla continuità dell’impresa acquisita e non tentare di fare forzature» e ancora «bisogna agire con senso di responsabilità per salvaguardare non solo il patrimonio aziendale ma anche il patrimonio delle risorse umane qualificate che rappresenta il valore aggiunto dell’impresa».

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