Al "Beato Matteo" di Vigevano 12 le Ostetriche non confermate e per ora sospese: La denuncia della FP CISL Pavia

Lunedì 30 gennaio 2017 si è tenuto l’incontro tra CISL FP, FP CGIL e Riccardo Manca Amministratore Delegato del Gruppo San Donato, di cui fa parte l’istituto Beato Matteo, sulla spinosa questione della ricollocazione del personale per la chiusura del punto nascite della clinica.

La Cisl FP Pavia seppur soddisfatta in merito alla ricollocazione di otto dipendenti, come da iniziale proposta, esprime forte preoccupazione relativamente alle 12 lavoratrici, tutte iscritte CISL FP, che non hanno ancora avuto nessuna certezza sul loro futuro e a cui lunedì mattina è stata notificata una lettera di sospensione senza stipendio dal servizio, con decorrenza 1^ febbraio 2017.

 

 

Per ora il cambio di reparto ha interessato 5 operatrici sociosanitarie, 2 ostetriche con diploma di infermiera professionale e un’ostetrica con qualifica di operatrice che subirà un demansionamento.

Il Segretario Provinciale CISL FP Pavia Domenico Mogavino ha spiegato che la duplice proposta avanzata dalle OO.SS. consisteva in “12 o 24 mesi di buonuscita o la riqualifica professionale e l’assunzione a tempo determinato sempre per 24 mesi. Non si può accettare – prosegue Mogavino- che l’Azienda non dia risposte chiare sul futuro delle lavoratrici conclusi i due anni”.

“Nell’Assemblea dei lavoratori tenutasi nella stessa data dell’incontro tra OO.SS. e Azienda – prosegue il Segretario provinciale CISL FP – le lavoratrici hanno espresso il loro sdegno relativamente al comunicato dell’Azienda in cui si attribuiva la cessazione anticipata del servizio del reparto all’assenza di alcune ostetriche”.

“Data l’importanza della Clinica per la città di Vigevano – conclude Domenico Mogavino - ci si sarebbe aspettati una presa di posizione da parte della politica, inoltre è importante sottolineare che con la chiusura, oltre che del reparto di Ostetricia, anche di Ginecologia e degli ambulatori, si dovrà fare a meno di diverse professionalità indispensabili che rischiano di andare perse”.